41° Raduno - La lettera del presidente

Cari soci, cari amici,
anche quest'anno siamo riusciti a concludere in modo smagliante il nostro 41° Raduno pur dovendo affrontare in corto finale le problematiche del rischieramento su Ozzano.

Il raduno solitamente riassume un anno di lavoro e di attività della Federazione e di quei soci che, in un modo o nell'altro, si sono dedicati alle loro costruzioni amatoriali o a quelle di amici e conoscenti, giungendo quindi a mettere in mostra le loro splendide opere.

Quest'anno però abbiamo fatto un ulteriore passo avanti, grazie all'impegno dei soci Giorgio Bonato e Giuliano Basso che hanno realizzato il fantastico ambientamento dei nostri tradizionali workshop. Un caloroso “grazie” a loro, ma anche a Gianni Zamboni che non ha esitato un solo momento a raccogliere il nostro “Mayday” scattato quando a Reggio, all'ultimo momento, è giunto il divieto di atterraggio per gli ULM basici. Ci è rimasto solo un piccolo rammarico per non esser stati in grado di effettuare anche quest'anno quella settimana di attività didattiche che grande successo aveva ottenuto l'anno scorso. Ce ne scusiamo ancora con quanti si erano già prenotati, impegnandoci ad organizzarne una ancora più bella l'anno venturo.

Comunque le foto che trovate nel nostro sito o in giro per internet, testimoniano ampiamente il successo del nostro evento. Tra l'altro, pur avendo avuto complessivamente un afflusso di visitatori ovviamente inferiore a quello del 2012 a Reggio, dove la vicinanza con la città, le migliori condizioni meteo e la concomitanza di un altro importante evento locale avevano influito considerevolmente sulla presenza anche di persone estranee al nostro mondo, quest'anno abbiamo potuto effettivamente misurare le nostre forze, rendendoci conto personalmente di quello che siamo in grado di realizzare da soli, utilizzando solo capacità e competenze dei nostri soci. A maggior ragione se poi mettiamo in evidenza anche il fatto che, proprio a causa dello spostamento urgente di località, non abbiamo potuto mettere in campo alcune nostre usuali attività, quali gli stages di costruzione e manutenzione ed il programma Young Eagles, come pure l'impossibilità ad accogliere i velivoli di fascia alta, quali il Piaggio P166 ed il Macchi MB-326, a causa della pista troppo corta.

Tutto questo ha però permesso alla F-CAP di rendersi conto che è ormai il momento di effettuare un ulteriore salto qualitativo. Non è più possibile peregrinare ogni anno alla ricerca di un campo, di una aviosuperficie o di un aeroporto in grado di ospitare le nostre attività che ormai non si esauriscono più in un semplice incontro di amici un sabato e una domenica ai primi di settembre. La F-CAP ha dimostrato di aver ormai raggiunto quella coesione e quello spirito di corpo che le permette di lavorare tutto l'anno per assistere i soci nell'ottenimento del sospirato PdV e nel contempo collaborare con le varie associazioni locali, tramite l'organizzazione di corsi, incontri, seminari, per diffondere cultura aeronautica e implementare nuovi progetti.

Il nostro naturale riferimento è la EAA americana e la LAA inglese, in quanto uniche organizzazioni al mondo in grado oggi di fornire ai propri soci più servizi di quanto siamo in grado di dare noi ai nostri. Entrambe hanno sedi fisse con annesse strutture adatte ad accogliere tutte le principali attività sociali. Da lì poi vengono eventualmente organizzati singoli eventi dislocati sul restante territorio nazionale. E non è un caso se anche il commento al raduno da parte del nostro Responsabile Tecnico, ing. Galli, si conclude con l'auspicio di un “Marchio di Qualità F-CAP” !

Quest'anno quindi possiamo dire che il 41° Raduno non solo ha concluso in bellezza un intero anno di lavoro e di impegni, ma ci ha dato lo spunto per mettere a fuoco un nuovo ambizioso traguardo: quello di trovare ed allestire una definitiva base operativa che ci permetta non solo di concentrare degnamente le nostre limitate forze evitando lo spreco inutile di tempo ed energie alla ricerca di nuove localizzazioni in casa d'altri, ma soprattutto di utilizzarla tutto l'anno per quelle attività istituzionali che ci permetterebbero di realizzare a breve l'ambizioso obbiettivo citato dall'ing. Galli.


Ancora un sentito “grazie” a tutti quei soci che gratuitamente si sono dedicati anima e corpo all'ottenimento di questi risultati.

Il Presidente F-CAP
Alberto Folchini