41° Raduno - La lettera dell'Ing. Galli

Carissimi Soci,
anche il 41esino raduno è passato!
Raduno sofferto!
Quando tutto sembrava indicare di avere finalmente imboccato la giusta strada, la strada maestra che era riuscita a conciliare le due anime della Federazione, e cioè la rappresentazione della bellezza ed del piacere del volo da una parte e la rappresentazione della concretezza del costruire cosciente nella cultura della sicurezza dall’altra, ecco il diavolo che ci mette la coda.

Non è il caso, da parte mia, di andare ad analizzare le cause dirette e indirette che hanno portato alla crisi che ha impedito il ripetersi dell’evento completo quale quello dell’anno scorso, poiché a così breve termine dal “vulnus” è sempre difficile essere asetticamente obbiettivi, per cui rimando a tempi migliori eventuali considerazioni in merito, tuttavia non posso non esternare il mio profondo rammarico per l’accaduto e per il mancato proseguimento di quell’aspetto culturale della Federazione che non si è potuto attuare. Esternato questo dispiacere, plaudo al fatto che di fronte alla totale “debacle” si sia trovata la forza e la coesione, anche se aiutata da un bel colpo di fortuna nella generosa offerta del sig. Gianni Zamboni, per non fallire del tutto l’occasione del raduno, allestendo infine un più che dignitoso incontro nel quale è rifulso il profondo affiatamento che lega tutte le associazioni CAP all’idea strutturale della Federazione come guida del movimento dei costruttori amatoriali italiani.
Il magnifico, per non dire sontuoso, allestimento illustrativo del nostro movimento posto in essere da Giorgio Bonato e Giuliano Basso finalmente porta in evidenza all’inclita ed al volgo la storia semplice ma concreta degli appassionati costruttori tramite le due figure di riferimento mostrate, figure provenienti entrambe dal Politecnico di Milano e dal mondo della regione fondatrice dell’aviazione italiana, che, in tempi storici primordiali della costruzione amatoriale in Italia, seppero l’una evidenziare la forza di una esigenza prorompente l’altra offrire il supporto “legale”(?) a questa esigenza. Oggi questo allestimento non è completo tuttavia, mancano ancora notizie ed informazioni, la sua creazione infatti è molto recente e queste cose sappiamo tutti che richiedono tempi lunghi di preparazione e verifica; mancano ad esempio i numeri delle costruzioni, le associazioni, i tipi di aeromobili, e chi più ne ha più ne metta.
Il futuro certamente renderà giustizia di tutto ciò lasciando agli ideatori un bel campo di sviluppo. A Loro un mio personale grazie per il geniale sforzo creativo e per quello economico. Tornando alle cose terrene, si è concluso anche il concorso per i vari trofei, concorso un poco travagliato che ha costretto la giuria a lavorare in condizioni critiche per l’organizzazione di una trasferta in quel di Reggio Emilia resasi necessaria per valutare il velivolo ricostruito MB 326 ovviamente inidoneo ad atterrare ad Ozzano. Tuttavia la magnifica disponibilità di alcuni membri ha permesso di superare questa apparentemente insormontabile difficoltà logistica permettendo di non escludere alcun concorrente. A tutta la Giuria un grazie personale dal sottoscritto in qualità di loro coordinatore.
In merito alla qualità dei velivoli concorrenti esprimo un giudizio di qualità medio alta.
Nel campo del trofeo Rotondi la partecipazione si è racchiusa nel confronto di ben note macchine dello stesso tipo, pertanto soltanto piccole variazioni hanno permesso di fare rilievi essenziali anche se, da buon ex funzionario RAI ho dovuto rilevare che gli aspetti di rifinitura in tema di sicurezza, targhettature e di scritte operative siano ancora assenti dalla mente dei costruttori. Questo per me sarà un punto di richiamo agli IST che dovranno con più attenzione insistere durante la valutazione finale degli aeromobili in costruzione.
Nel campo del trofeo Caproni, a parte il plauso per l’unica costruzione presentata di ottima fattura, il precedente rilievo diviene più consistente mostrando come in quel settore i concetti di sicurezza indiretta siano totalmente ignorati.
Come consiglio generale ai partecipanti suggerisco inoltre di non tralasciare la completezza dell’iter approvativo del velivolo (manuali di volo, di manutenzione, P.d.V. definitivo, stazione radio ecc.) perché tutto ciò porta punti aggiuntivi nella valutazione della giuria, come si desume da un attento esame della scheda di valutazione e si sa bene che “per un punto Martin perse la Cappa”.

Per finire la breve cronaca un sentito grazie a tutti i volontari che hanno permesso di fare un’ottima figura ed un grazie anche a tutti gli intervenuti con i loro velivoli ed un augurale “arrivederci al 42esimo”.
Non mi dilungo oltre ma in finale vorrei riprendere il pensiero dello scorso anno! Quello di una Federazione Certificativa……!
Sarebbe molto bello il “Marchio di Qualità F-CAP”, ma per fare questo occorrono giovani leoni ricchi di determinazione e disposti a battersi.
Che ne pensate Voi?

Un caro abbraccio ed un saluto per orizzonti più ampi.

Rodolfo Galli