40° Raduno - La lettera dell'Ing. Galli (2)

Bresso, 1 Ottobre 2012

Cari Soci
Anche la ventata del 40° Raduno è passata ed ancora favorevoli strascichi fluttuano nell'aria.

Ha buon motivo perché il successo è stato grande e esso lo si deve ascrivere, in parte rilevante, all'azione incisiva e lungimirante del Presidente.

Mi ha fatto molto piacere rilevare che la stampa specializzata unanimemente abbia espresso pareri favorevoli e concordanti sulla vitale e fattiva partecipazione della gente comune ad una giornata aviatoria, senza quell'approccio reverenziale all'aeroplano che lo relega ad una concezione eroica nella mente della struttura civile della nazione italiana. Purtroppo questa risonanza è ancora legata all'ambito locale, oserei dire di paese, non assurge ancora neppure a livello regionale a dimostrazione della scarsa diffusione dell’idea di volare insita nella cittadinanza italiana. Cosa da anni risaputa e non vorrei quindi ripetermi.

Ma questa volta una nota più alta è squillata…! In un momento in cui la morsa della recessione si è fatta più dura, al di là degli orpelli del visibile ho respirato una nuova aria di interesse in coloro che hanno partecipato e vissuto gli stages di costruzione svolti durante la settimana e durante il raduno. Finalmente capelli brizzolati e capelli neri si sono avvicinati per apprendere i criteri e le tecniche di costruzione degli aeromobili.

Poco si è parlato di questo evento, poco è stato chiesto agli intervenuti sul loro soddisfacimento in merito ai corsi fatti ed in tutti i resoconti non è stato speso molto inchiostro su questo aspetto: aspetto che io personalmente reputo molto importante se non il più importante.

Finalmente si muove un interesse diretto sulla costruzione sul voler fare e questo è il più bel compenso per la nostra associazione. Il merito di ciò? Del Presidente! Occorre riconoscerglielo.
D'altronde è il suo mestiere questo, e lo ha svolto al meglio con una perseveranza organizzativa encomiabile e con risultato eccellente. Il riporto che ho avuto personalmente da tutti i partecipanti ha evidenziato che la validità dei corsi è stata decisamente superiore alle loro aspettative ed anche i più scettici, ed all'inizio ve ne era più d'uno, si sono ampiamente ricreduti dandone testimonianza.

Il successo esterno del raduno è stato il complemento necessario a sancire la concretezza di questo aspetto più recondito, di una settimana dedicata all'aviazione minore. Minore? Fino ad un certo punto però come dimostrano i due velivoli, tra altri, fiore all'occhiello dell’aviazione.

Voglio terminare con poche altre considerazioni. Il CAP successivamente la F-CAP hanno certamente una figura guida nell'ing. Rotondi ma anche nel documento guida la NAV. 15 voluta ed emanata dall'ing Aldinio che si assunse la responsabilità di andare controcorrente in un'epoca, da questo punto di vista, “Preistorica”.

Il premio “Aldinio” assegnato al bimotore Piaggio P166 ha premiato sì il team che lo ha ricostruito ma anche l’aeroplano Italiano che fu il primo di quella classe che ebbe la certificazione secondo le FAR Americane, al tempo appena adottate dal Rai come regolamento ufficiale, e che fu seguito nel processo omologativo personalmente dall'ing. Aldinio.

Ultima considerazione, la F-CAP è cresciuta, è maturata finalmente e qualcuno se ne sta accorgendo. Ha una sua personalità che supera gli individui che la rappresentano…ma deve crescere ancora di più e porsi a guida dell’aviazione minore come riferimento di associazione “Certificante” ! Giovani leoni fatevi avanti! Il futuro è nuovamente vostro, createvelo! Se volete di più, associatevi! Forze nuove e più forze generano maggiori traguardi!

Il 2012 iniziato con fosche nuvole all'orizzonte sta per concludersi con luminose schiarite.

Un caldo abbraccio
Rodolfo Galli